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IMBALSAMAZIONE

IMBALSAMAZIONE

 

Il procedimento attuale di imbalsamazione è un metodo di conservazione temporanea e di presentazione del defunto, relativamente semplice in termini di principio, ma che richiede da parte del imbalsamatore delle solide conoscenze sia teoriche che pratiche, senza contare alcune qualità morali indispensabili per esercitare una professione così delicata. Si tratta in realtà del procedimento Gannal del XIX secolo, ma modificato dalle tecniche contemporanee: una iniezione intra-arteriosa di un liquido antisettico che disinfetta e conserva, ad una pressione abbastanza forte da farlo mescolare al sangue, la maggiore fonte di decomposizione. Viene praticato in alcuni casi un drenaggio venoso di lieve entità, seguito dal drenaggio delle cavità addominali e toraciche, soprattutto in presenza di determinate malattie.

Questi trattamenti vengono completati da una accurata pulizia e sistemazione del cadavere e dalle cure al viso che renderanno così alla famiglia un defunto "tranquillo e tranquillizzante", una immagine serena che rimarrà per molto tempo nei loro ricordi. È forse necessario ricordare le orribili smorfie della morte, il rictus dell'agonia, la cianosi dei tessuti che mostra i corpi lividi e accartocciati? Tutti conosciamo la perfetta descrizione di Ippocrate del volto cadaverico, tanto osservato e sempre attuale.

Non c'è bisogno di ricordare gli stadi classici iniziali della imbalsamazione che cominciano con l'immobilità, la rigidità e l'adattamento alla temperatura ambiente; la lividezza che precede le macchie verdi, il rigonfiamento, l'odore e l'evacuazione delle cavità naturali. La descrizione del processo di decomposizione si ferma qui, ma tutti gli specialisti sanno benissimo fin dove può arrivare la putrefazione! E questo esiste ancora ai nostri giorni, la gente può perfino constatarlo, a volte, in certe immagini televisive che non esitano a mostrarci l'apice dell'orrore. Tutti questi esempi ci dimostrano qual è il contributo dei Servizi d'Igiene mortuaria, in generale, e della imbalsamazione  in particolare. Con l'inizio dell'era industriale, nei comportamenti socio-familiari si è verificata una notevole mutazione dovuta sicuramente alla sostituzione della famiglia tradizionale, ramificata e numerosa, con la famiglia più ristretta, limitata a genitori e figli e, talvolta, nonni. Di qui, lo sconvolgimento, accompagnato da una separazione, un allontanamento e una semplificazione progressivi, dei riti seguiti dalla famiglia, in cui quello del funerale occupava un posto considerevole e manteneva dei legami profondi.

In ogni famiglia, in ogni gruppo sociale, una persona caritatevole e devota effettuava la pulizia e la sistemazione del defunto, lo vestiva, lo presentava agli sguardi dei familiari e dei vicini. Il corpo veniva spesso isolato in una stanza non riscaldata mentre ora, in abitazioni di piccole dimensioni, calde d'estate ed eccessivamente riscaldate d'inverno, i familiari non potrebbero permanere intorno alle spoglie mortali del loro caro se non ci fossero i trattamenti di conservazione.

Se la imbalsamazione consente di assicurare la preparazione, la veglia e l'omaggio ai defunti nei casi di "decesso presso il domicilio", non perde certo la sua utilità quando il decesso sopraggiunge in ambiente ospedaliero, sia perché tali istituti sono destinati a curare i vivi, sia perché l'autopsia, eseguita sempre più frequentemente, lascia tracce che soltanto la imbalsamazione è in grado di ridurre.

L'immagine serena di un corpo contribuisce ad alleviare il dolore dei familiari e ad attenuare lo choc brutale della separazione. Il piccolo contributo che la imbalsamazione dà nel lenire tale dolore è indice di un sentimento elevato e bisogna sempre tenere ben a mente che la Morte di qualsiasi essere umano riguarda tutti gli uomini, senza eccezioni.

 

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